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sabato, 24 giugno 2006

prima tappa

(anche se il ricevente non ha ancora aggiornato lo stato di Uno nella pagina "dovesono") da notizie di agenzia ci risulta che il quaderno sia felicemente arrivato alla destinazione prescelta....

postato da: Bostonian alle ore 08:08 | link | commenti (16)
categorie: news
domenica, 18 giugno 2006

scrittura vagabonda

domani a Fahrenheit, su radio3, andrà in onda una trasmissione sulla scrittura "delle città". intitolata scrittura vagabonda, la puntata si occuperà di periferie e nevrosi, perdita d'identità e non-luoghi. ospiti in studio Giampaolo Nuvolati, sociologo del territorio, autore di "Lo sguardo vagabondo", e Fulvio Abbate, scrittore.


"Nata nell'Ottocento per designare poeti e intellettuali che passeggiando tra la folla ne osservavano criticamente i comportamenti, codificata dal Benjamin dei "Passages" parigini, la nozione di flâneur sollecita oggi con forza l'interesse delle scienze sociali e della filosofia, ma anche della letteratura e del cinema, per la capacità di identificare una particolare pratica di viaggio e di esplorazione dei luoghi, di rapporto riflessivo con le persone e gli spazi. La riflessione sul flâneur ha preso recentemente diverse angolazioni: per alcuni egli è il simbolo della modernità avanzata; per altri l'erosione delle esperienze collettive in spazi pubblici sancisce invece la fine del flâneur; altri ancora parlano di "privatizzazione" della flânerie. Animale urbano per eccellenza, allevato alla dura scuola della metropoli moderna, il flâneur incarna il desiderio di libertà errabonda nell'individuo imprigionato da vincoli territoriali, ideologici, professionali; la ribellione contro le pratiche consumistiche di massa, specie contro il turismo mordi e fuggi; l'aspirazione ad assaporare la vita secondo ritmi più meditati; il recupero della sensibilità come forma di conoscenza. Trapiantata dalle gallerie parigine nelle periferie urbane e nei grandi centri commerciali metropolitani, la figura del flâneur sembra testimoniare lo smarrimento dei nostri giorni, ma anche il desiderio di sperimentare nuove relazioni con i luoghi e i loro abitanti."


postato da: Bostonian alle ore 15:09 | link | commenti (2)
categorie: argomenti
mercoledì, 14 giugno 2006

zitto zitto

forse nessuno se ne è accorto, ma Uno è in viaggio.

postato da: Bostonian alle ore 13:49 | link | commenti (4)
categorie: news
sabato, 10 giugno 2006

in partenza

Ecco una immagine di Uno adagiato pigramente al sole pomeridiano, sui freschi marmi rinascimentali (anche se gli edifici sullo sfondo sono piuttosto medioevali) di una ben nota città dell'Umbria. Come e perché si trovi da queste parti è un mistero, legato ai troppi impegni che mi hanno catturato in questa fine di semestre, in particolare un corso di dottorato montato all'ultimo minuto, con una certa fatica e qualche soddisfazione. Uno, proveniente dalle terre remote (e, sì, un po' barbare) del Nord Europa, ha viaggiato per qualche giorno chiuso in una valigia, in attesa del momento propizio per venir fuori alla luce del sole. Ha seguito fedelmente il suo temporaneo possessore in giro per l'Italia centrale. Poi ha cominciato finalmente a riempirsi di qualcosa, di qualche contenuto, intendo. Le sue pagine intonse sono ormai irrimediabilmente impataccate dai furori artistici del Bostoniano, ispiratore di questo giochetto semiserio.

Per cui si può dire solennemente che è infine giunto il momento. Uno è ormai pronto per la partenza, che avverrà presto, molto presto. Non domani, che è domenica, ma lunedì, di prima mattina. Abbandonerà il porto sicuro in cui ha passato gli ultimi giorni, chiuso in una busta imbottita, e partirà alla volta di... lo scoprirete curiosando nel sito web di pagineviaggianti, alla pagina "dove sono".

A presto.

B.


postato da: Bostonian alle ore 16:02 | link | commenti (3)
categorie: news
martedì, 30 maggio 2006

giornali manoscritti

avevo promesso un post sui giornali scritti a mano, ed eccolo. si tratta della (mia...) traduzione della prima parte di uno studio di una decina di anni fa, opera di una ricercatrice finlandese, K. Salmi-Niklander. fornisce una prima sorgente di materiale e spunti di riflessione, anche per un motivo che a prima vista potrebbe sfuggire: essendo, infatti, stato scritto nel 1997, fa parte di un'epoca sì vicinissima a noi, ma in cui ancora lo strumento Internet era relativamente poco sviluppato. in particolare, non esistevano ancora strumenti come i blog, e le comunità online erano molto limitate nella operatività pratica dalla scarsa diffusione dei collegamenti. (si lavorava ancora con modem molto lenti, non esistevano quasi abbonamenti a provider internet... insomma, ognuno si arrangiava come poteva.)

commenti e riflessioni sono aperti, poi seguiranno altre puntate :)

" I giornali manoscritti sono il più importante genere di scrittura popolare collettiva, rimasto a lungo al di fuori degli interessi delle discipline accademiche. Secondo gli storici della letteratura, non fanno parte della letteratura. Secondo gli studiosi del folklore, non fanno parte del folklore. E per gli storici non rappresentano valide fonti storiografiche. Nell'ultimo decennio questa situazione si è parzialmente evoluta. Invece delle tradizionali domande "Si tratta di una sorgente storica o di un fatto storico? Si tratta di fiction o di letteratura? Si tratta di una tradizione collettiva?" gli studiosi hanno cominciato a chiedersi "Ma cosa è un fatto storico? Cosa è letteratura e cosa è fiction? Cos'è la tradizione collettiva?" Queste nuove domande si riallacciano piuttosto alla storia della mentalità e all'esplorazione dei territori di frontiera della letteratura.
[...]
I giornali manoscritti non sono stati giornali nel senso proprio del termine, poiché sono sempre stati prodotti in una unica copia. E sono stati di solito "pubblicati" mediante una pubblica lettura ad una qualche riunione. Nelle nazioni scandinave, i giornali manoscritti sono stati una tradizione molto diffusa nelle famiglie e nelle scuole, tra gli studenti universitari e mei movimenti popolari del 19 secolo e nei primi decenni del secolo scorso. Negli USA e in Canada sono stati scritti da immigrati, spesso di origine nordica. Gli immigrati finlandesi in Canada hanno coniato un nome speciale per questi giornali, che si traduce letteralmente "la stampa di pugno".
Non esistono tracce significative dell'esistenza di giornali manoscritti nell'Europa centrale o in Nord America. Alcuni esempi si sono forse slavati dalle soffitte o dalla spazzatura della storia. Uno di questi giornali, il "Vedem", era stato scritto da alcuni ragazzi nel campo di concentramento di Terezin durante la seconda guerra mondiale. Un altro esempio plausibile è il "Pickwick Portfolio" che le ragazze della famiglia march scrivono nel libro "Piccole donne" di L. M. Alcott.
[...]
Il concetto di scrittura collettiva può suonare illogico, come altri termini o concetti creati dagli studiosi che esplorano quell'area grigia tra comunicazione orale, scritta e manoscritta. Si pensi al termine "comunicazione scribale",  o "scrittura colaborativa". Tutti questi concetti, così come il concetto di "giornale manoscritto" si trovano a doversi confrontare con le normali assunzioni della scrittura come un atto creativo individuale, e della stampa come mezzo primario di pubblicazione.
La logica di queste assunzioni è il prodotto del 19-20mo secolo, il periodo dell'individualismo romantico e borghese, e dell'industria della pubblicazione di massa.
[...]
In questo scritto vorrei studiare le funzioni e i significati del giornale manoscritto attraverso i movimenti popolari e le comunità locali, in relazione alla storia della scrittura collettiva. Ho definito la "scrittura collettiva" come una forma speciale di "scrittura collaborativa": anziché una collaborazione occasionale e volontaria, si tratterebbe di una attività letteraria organizzata, con regole specifiche, in cui tutti i membri di un gruppo o di una comunità sono invitati a partecipare.
[...]
I primissimi giornali manoscritti nella storia europea sono stati mezzi di comunicazione e sostituti o predecessori dei giornali a stampa, nel 16mo e 17mo secolo. In Inghilterra, esistevano delle "newsletters" che venivano compilate in città da scrivani professionali e spedite ad elementi delle classi colte che vivevano in campagna. Queste "newsletter" conservavano lo stile della corrispondenza personale, sebbene potessero essere prodotte in centinaia di copie. Nelle comunità degli emigrati finlandesi, i giornali manoscritti hanno svolto il ruolo di mezzi di comunicazione, in quanto erano il solo prodotto in lingua finlandese nelle comunità dove gli emigranti stessi si trovavano.
I giornali manoscritti, insieme ai volantini, ai pamphlet e alle stampe underground, sono stati anche mezzo di lotta politica. Nella Francia del 17-18mo secolo esistevano delle "nouvelles à la main" scritte da reporters di professione e spedite come lettere private. Resoconti analoghi venivano scritti nei salotti parigini, e trasmessi in maniera clandestina alla campagna da valletti, o anche infilati in mezzo a giornali stampati legalmente.
I giornali manoscritti nei movimenti popolari della fine del 19simo e dell'inizio del 20mo secolo erano, invece, piuttosto dei mezzi di educazione letteraria, che venivano letti o fatti circolare in gruppi ristretti. Il loro scopo era principalmente quello di fornire alle classi più povere un mezzo di espressione scritta, in modo da migliorare la loro condizione di cittadini ed abituarli ad una forma di comunicazione scritta. L'educazione letteraria collettiva ha le sue origini nell'Illuminismo, durante il quale le accademie di provincia e le società letterarie della Francia del 18mo secolo educavano i loro membri alla pratica scrittoria e di conversazione. Anche negli Stati Uniti del 18mo e 19mo secolo, la scrittura di gruppo era un metodo di educazione ben radicato nelle "società per il miglioramento dell'individuo" e nei club letterari. "

(segue)

postato da: Bostonian alle ore 19:12 | link | commenti (10)
categorie: argomenti
sabato, 27 maggio 2006

hold the line, please

no, non stiamo dormendo... il numero dei partecipanti cresce lentamente (ne abbiamo raccolti dodici in una settimana: è poco? è abbastanza?...)
prima della partenza del quaderno UNO, però, mi piacerebbe aspettare ancora un pochino. vorrei che i partecipanti aumentassero ancora, diciamo arrivare intorno a venti come nucleo iniziale non sarebbe male. fino ad ora gli inviti sono partiti pricipalmente da me, ma ricordo a tutti che siete liberi di invitare anche voi. e vi ricordo che potete usare lo Splinder-blog (questo qua!) per i vostri post... ad esempio, potremmo cominciare a usare questo blog per parlare di scrittura collettiva e scritture in movimento... ok, comincerò io, magari domani con più calma (mi sta per partire il treno!), ho qua pronta una cosa che aspettavo di tradurre, piuttosto interessante sugli handwritten newspapers, i giornali scritti a mano dei primi dell'800. blog ante-litteram?

ricordo a chi non l'ha ancora fatto di iscriversi anche al sito web, andando sulla pagina "i partecipanti"... è necessario inserire i propri dati per la spedizione postale, sennò come si fa a ricevere i quaderni? (NB: i vostri dati sono riservati e accessibili solo a un altro partecipante nel momento in cui vuole spedirvi un quaderno...  nessun altro dovrebbe riuscire a leggerli, quindi non riceverete cataloghi postalmarket o pubblicità per viaggi a pietrelcina!)

nel frattempo, a vostra insaputa, il sito ueb si sta spostando da lycos a altervista, sarà pagineviaggianti.altervista.org (già è presente la pagina base). questo ci permetterà di evitare le fastidiose pubblicità pop-up e la colonna pubblicitaria di lycos sulla destra dello schermo :) il tutto sarà pronto tra qualche giorno... io sarò assente dagli schermi per un po' per motivi personali, il che ritarderà un pochino la partenza del quaderno, ma continuerò a postare e a leggervi.

postato da: Bostonian alle ore 13:54 | link | commenti
categorie: news
mercoledì, 24 maggio 2006

in sintesi

(come diceva il mio prof di filosofia, "non esiste l'ultima analisi, si fa la sintesi") epperciò visto che qualcuno ha chiesto chiarimenti, ecco le istruzioni minime per l'uso del sito web di pagineviaggianti :

1) si riceve l'invito su Splinder da qualcuno
2) si risponde OK (se si vuole, sennò amici come prima :)
3) dopodiché si riceve la password
4) ci si iscrive anche al sito web andando sul link "i partecipanti", qua sopra

a questo punto l'iscrizione è completa. poi che succede?

5) si aspetta che qualcuno ci invii un quaderno.
6) quando arriva, si va alla pagina "dove sono" e si aggiunge "il quaderno X è arrivato a casa di Pippo"
7) si riempe il quaderno di quel che vi pare
8) si rispedisce a qualcun altro, andando alle poste con busta e francobollo
9) poi si va alla pagina "dove sono" (di nuovo!) e si aggiunge "il quaderno Y è in viaggio verso Clarabella"

ecco qua. il perché e il percome sono spiegati diffusamente in "l'idea" e "le regole".

postato da: Bostonian alle ore 18:22 | link | commenti (4)
categorie: news, intro
martedì, 23 maggio 2006

operativo

da oggi pomeriggio, finiti gli ultimi ritocchi al codice html e php, il website di pagineviaggianti è operativo in tutte le (poche) funzioni previste. lo so, ci sono le pubblicità di lycos che rompono le scatole. per ora ce lo teniamo così, poi (più prima che poi, se l'idea qui presente funziona) si vedrà... se qualcuno dovesse riscontrare malfunzionamenti, o se avesse miglioramenti da suggerire, lasci please un commento a questo post.
i partecipanti già iscritti allo Splinder-blog  hanno ricevuto la parola magica per potersi iscrivere al sito e fare aggiornamenti al percorso di viaggio dei quaderni (beh... quando li riceveranno o rispediranno).
ogni partecipante avrà cura di trasmettere la stessa parolina (uguale per tutti gli utenti, visto che tanto tutti devono avere il privilegio di amministratore per poter lavorare) alle varie persone che il partecipante medesimo ha intenzione di invitare al nostro circolo.
e adesso, manca solo di cominciare a riempire i quaderni e metterli in movimento... mmmm... aspettiamo ancora qualche giorno. lasciamo almeno che l'idea cominci un po' a circolare fra gli amici bloggers... e a questo proposito, non facciamo i timidi :)) ognuno cominci a pensare di estendere l'invito a quegli amici che ritiene potrebbero gradire di perdere un po' di tempo in una cosa di questo genere.

postato da: Bostonian alle ore 17:34 | link | commenti (4)
categorie: news, intro
lunedì, 22 maggio 2006

ci hanno preceduti

i primi iscritti a pagineviaggianti mi fanno notare che anche in italia esisteva già un esperimento di tipo "quaderni in viaggio". peccato, abbiamo perso la primogenitura (che comunque era dei siti americani di 1000journals e moleskinerie... poco male).
ma che ci scoraggiamo per questo? no di certo. e comunque, è bene che ci siano altri progetti di questo tipo. la scrittura collettiva è un esperimento interessante e piacevole. quindi auguri a tutti, e che i quaderni si mescolino e colleghino comunità ovunque disperse. il sito in questione lo trovate nel link "i cartografi" qui a sinistra (e in tutte le pagine del sito di pagineviaggianti).
non è nemmeno il caso di fare confronti tra un progetto già in funzione e uno che ancora è a rullare sulla pista di decollo. una prima differenza importante, però, tra "cartografi" e pagineviaggianti è che nel nostro caso la sorte dei quaderni è praticamente affidata al caso: ogni partecipante che riceve uno dei quaderni decide a chi inviarlo, tra i partecipanti già iscritti o fra queli che lui stesso decide di invitare al club. per fare questo deve recarsi nel sito web e aggiungere una tappa al viaggio del quaderno ("X è in viaggio verso..."). il partecipante che lo riceve, a sua volta, aggiungerà un'altra tappa nella stessa pagina web ("X è a casa di..."). così si saprà in ogni momento dove sono i quaderni, e quanta strada hanno fatto fino ad allora.
a questo proposito, proprio per permettere ad ogni partecipante di invitare chi gli pare (assoluta democrazia :), è necessario che i soci abbiano tutti la massima priorità su Splinder. cioè, ognuno agisce come "amministratore" del blog (provate a vedere nella vostra lista di blog e troverete che il vostro nick su pagineviaggianti è di tipo amministratore).
mi raccomando solo di fare attenzione a non incasinare il template o i permessi di accesso... per il resto qua siamo tutti servi e padroni allo stesso tempo :)

postato da: Bostonian alle ore 10:57 | link | commenti
categorie: news, intro
sabato, 20 maggio 2006

prove tecniche di trasmissione

parte il blog di pagineviaggianti, mentre il website è ancora in fase di perfezionamento. qualche amico ha già ricevuto l'invito a partecipare al viaggio, altri si uniranno (speriamo!) pian piano alla catena di santantonio (scherza coi fanti....), mentre l'idea si farà strada.
per adesso siamo ancora in fase di rodaggio. i quaderni sono ancora a dormire tranquilli, buoni buoni in attesa del lungo viaggio che li attende. dal punto di vista tecnico mancano alcuni pezzetti essenziali della pagina web per consentire un flusso morbido e ben oliato (smooth, come si dice oltremanica e oltreoceano). il limite principale è l'hosting del sito su un provider gratuito e quindi denso di noiose pubblicità, e pure la gestione dei database mysql delle tappe e dei partecipanti non funziona ancora a puntino, ma entrambi i problemi sono in fase di soluzione (perfino le mie modeste finanze e capacità di programmatore mi permettono di coprire queste piccole esigenze).
quindi suggerirei -  fino a nuovo ordine e sperando che tutto vada a regime in pochi giorni - di scaldare intanto i motori con qualche commento nello Splinder-blog qui presente. depositate i vostri pareri sull'idea, sulle "regole", sul funzionamento, sul confronto con i (non molti, a mia conoscenza) progetti-padre, e su tutto quello che vi pare.
e cominciate a pensare a potenziali nuove "vittime" da coinvolgere:)

postato da: Bostonian alle ore 22:18 | link | commenti
categorie: intro